#1 – Lo Psicologo scolastico è una figura professionale sanitaria

Dopo l’introduzione della L. 3/18 (Lorenzin) lo psicologo è annoverato definitivamente nelle figure professionali sanitarie.

#2 – Lo Psicologo scolastico svolge attività sanitaria

Certamente, come potrebbe essere altrimenti? Attività quali il favorire il benessere psicologico degli studenti, prevenire e riconoscere precocemente i prodromi del disagio evolutivo e dei disturbi psichici in età evolutiva; sostenere le famiglie, i docenti, i dirigenti e il personale scolastico; promuovere una cultura dell’ascolto e della prevenzione; screening DSA ecc. sono senza ombra di dubbio attività di tipo sanitario anche se svolte all’interno dell’Istituto Scolastico.

#3 – Il consenso informato

Per le attività del punto 2 è necessario acquisire il consenso informato sanitario secondo i principi della L. 219/17.

#4 – Lo Psicologo interno o esterno alla scuola?

Sia che si tratti di un dirigente psicologo/specialista ambulatoriale alle dipendenze dell’Azienda Sanitaria, sia che si tratti di un libero professionista dell’Azienda Sanitaria, sia che si tratti di uno Psicologo libero professionista con contratto stipulato con la stessa scuola, lo Psicologo svolge SEMPRE attività sanitaria.

#5 – Quali sono le attività psicologiche non sanitarie?

Alcune potremmo definirle semplicemente “attività”, senza “psicologiche”. Perché se sono attività non sanitarie vuol dire che le possono compiere anche altre figure, come ad esempio l’attività formativa e/o di orientamento e quindi, in questo caso, non sono “psicologiche”. La CTU svolta da uno psicologo, ad esempio, è una attività psicologica senza una finalità sanitaria. Altro esempio: lo Psicologo del lavoro svolge attività psicologica senza una finalità sanitaria.

#6 – Un piccolo chiarimento

È pacifico che una volta “entrato” in una scuola come Psicologo scolastico nell’ambito di interventi quali supporto psicologico, ascolto ecc. andrò a svolgere attività sanitaria che necessita di consenso informato. Chiaramente – e molto probabilmente – mi potrò occupare anche di «promuovere una cultura dell’ascolto e della prevenzione» che presa singolarmente non è un’attività tipicamente e necessariamente sanitaria perché anche un Poliziotto che entra in una scuola per svolgere attività formativa sui pericoli di internet può «promuovere una cultura del’ascolto e della prevenzione». Il nocciolo della questione è il seguente: se lo Psicologo scolastico svolge attività di supporto psicologico, ascolto, ecc è tipicamente sanitaria nel complesso anche di altre attività collaterali non sanitarie. Quindi è necessario il consenso informato. Perché non è pensabile che lo Psicologo la mattina viene percepito dagli studenti e dai familiari come sanitario che svolge attività di supporto e nel pomeriggio o il giorno dopo come figura non sanitaria perché si occupa di promuovere la cultura dell’ascolto attraverso un seminario.

 

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